Cinque canzoni per il prossimo concerto degli Afterhours

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Quanto ci mancano i concerti: sorbirsi un’interminabile fila all’ingresso, cercare di intravedere il palco, puntualmente oscurato da persone davanti a te, spesso più alte e con folte e voluminose chiome, sgomitare per accaparrarsi un posto con una buona visuale, imprecare perché qualcuno ti ha rovesciato qualcosa addosso…

Uno dei nostri gruppi preferiti sono gli Afterhours e ripensando a tutti i loro concerti a cui abbiamo assistito, abbiamo notato che alcuni pezzi vengono eseguiti veramente di rado, se non praticamente mai. O per lo meno, noi non li abbiamo mai sentiti…

Ecco quindi le cinque canzoni che ci piacerebbe ascoltare al prossimo concerto di Manuel e soci:

Vieni dentro

“Sole bastardo marcisci su di me” Il pezzo inizia così, de botto, urlato a squarciagola, rabbiosamente e rumorosamente. Frustrazione, incazzatura, caos e conflitti interni sono le tematiche di questa canzone, ma anche di tutto Germi, un album spiazzante e violento, il primo completamente in italiano.

Siete proprio dei pulcini

Altro brano estratto da Germi, una vera e propria dichiarazione di guerra di Manuel verso i propri coetanei e verso la propria generazione (Sono così dispiaciuto che tu non riesca a capirlo, ho tutto in testa, ma non riesco a dirlo) Stridente, quasi gracchiante e distorto, finisce inevitabilmente per essere uno dei pezzi più elettrizzanti degli Afterhours.

Gioia e Rivoluzione

Inserita nella colonna sonora di Lavorare con Lentezza, film di Guido Chiesa del 2004, questa versione eseguita a pianoforte è affascinante, emozionante e la voce di Manuel è estremamente coinvolgente. Una piccola perla che dal vivo scalderebbe i cuori di chiunque, anche di coloro a cui non piacciono gli Afterhours.

E’ la fine la più importante

Ad onor del vero, questa una volta l’abbiamo sentita, due anni fa a Brindisi. Tratto da Ballate per Piccole Iene del 2005, tutto l’album è incentrato sul concetto di fine, inteso sia come rinascita, che come dover scendere a compromessi per poter ripartire. Questo pezzo è forse oscurato da altri più celebri, come Ballata per la mia Piccola Iena o la meravigliosa Vedova Bianca, ma l’intro è graffiante, cattiva, e dal vivo è una bella botta d’energia, il ritornello “Sii perfetto se precipiti” diventa un quasi un mantra.

Pochi istanti nella lavatrice

Oggetto di mille discussioni con il mio amico Alessandro. Io sostengo sia un capolavoro sottovalutato, un piccolo gioiellino; lui, ogni qualvolta gli capiti di sentirla, scuote la testa e si allontana infastidito, borbottando “Ma perché?”. La disputa va avanti da tempo, e nessuno dei due sembra essere intenzionato a fare un passo indietro, ma tant’è. Lo spasmodico e malsano bisogno di amore è il tema di questo gioiellino (tiè!) incluso nell’album I Milanesi ammazzano il Sabato.

E voi quale canzone vorreste al prossimo concerto degli Afterhours?

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